Uno dei più antichi vitigni del Piemonte, e tra i più particolari. Di colore rosso granato, tendente al chiaro, ha profumo delicato. Delicato, ma al tempo stesso forte, con componente tannica molto marcata… Una bella sfida per ogni vinificatore.
Caratteristiche Organolettiche
Colore rosso rubino di buona intensità con riflessi appena granata. Profumo vinoso che evolve in fragranza fruttata con accennata nota di vaniglia. Gusto asciutto, tannino dolce presente caratteristico del vitigno, nel complesso morbido, accattivante, di ottima persistenza.
Maggiori Dettagli
Uvaggio Freisa 100%
Uve ottenute da agricoltura biologica-biodinamica
Principali dati in vigna
Terreno: Argillo-sabbioso
Vitigno: Freisa
Superficie: 0,340 Ha
Densità d’impianto: 4000 ceppi/ Ha
Età: 10/11 anni
Forma di allevamento: Guyot
Altitudine: 350 m
Orientamento dei filari: Sud, Sud-Ovest, Est
Produzione media per ettaro: 45/50 quintali
Manteniamo la fertilità del vigneto, attraverso l’uso di preparati biodinamici, la semina autunnale di leguminose da sovescio e l’apporto di “compost” dal cumulo di letame.
Vinificazione maturazione e affinamento
- Vendemmia: Raccolta 100% manuale in Cassette
- Preraccolta per inizio fermentazione e successivo inoculo della massa
- Nessun uso di additivi enologici
- Nessun uso di lieviti selezionati
- Filtrazione: solo mediante ripetuti travasi
- Solforosa totale: inferiore a 50mg/l
Tecniche di Produzione
La ricerca dell’equilibrio della pianta in funzione dell’ambiente, seguendo i principi della biodinamica, consente di ottenere un prodotto adatto ad una naturale trasformazione del mosto in vino, processo soltanto da assistere, senza alcuna interferenza da parte dell’uomo.
Per questo si prestano le migliori attenzioni al terreno, quindi al contenitore, piuttosto che intervenire sulla pianta, il contenuto, con una concentrazione massima nel vino dell’espressione di terroir.
La raccolta dell’uva avviene in cassette forate e in due tempi: una piccola quota è pigiata e posta in un ambiente sufficientemente caldo che permette l’innesco della fermentazione. Una seconda quota, la rimanente, è raccolta a distanza di tre o quattro giorni, quando è pigiata e inoculata con la parte già in fermentazione.
Questa operazione consente una rapida partenza della trasformazione degli zuccheri in alcol, senza deleteri momenti di latenza e permettendo un uso contenuto di solforosa.
Dopo la svinatura, con una temperatura ancora favorevole si assiste alla malo lattica. Con una sequenza di travasi effettuati in giorni di frutto si ottiene un naturale illimpidimento che è completato con l’affinamento in legno.
Il prodotto finito in bottiglia può presentare lievi depositi di origine naturale che non pregiudicano le qualità organolettiche di questo vino.


